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CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA

La chirurgia ricostruttiva è una branca della chirurgia plastica che si occupa di riparare e ricostruire dal punto di vista funzionale parti del corpo danneggiate da malformazioni, tumori o agenti esterni, quindi difetti visibili e importanti che possono essere sia congeniti che acquisiti.

Il Dr. Stefano Chiummariello, Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, operante a Roma, Napoli e Terni si occupa di intervenire nelle seguenti zone:

  • Viso
  • Tronco
  • Arti Superiori
  • Arti Inferiori

e a seconda della gravità e sede dell’intervento, l’obiettivo è ripristinare tutto o in parte la forma ed eventualmente la funzione dell’organo o del tessuto danneggiato.

3 sono le tecniche più utilizzate nella chirurgia ricostruttiva, a seconda della condizione da trattare: gli innesti (o trapianti), i lembi, gli impianti.

1) Innesti (o trapianti)

Sono porzioni di tessuto prelevate da un’area del corpo detta “donatrice”, trasferite ed impiantate in un’altra area del corpo del medesimo paziente (“autoinnesto”) detta area “ricevente”. Gli innesti possono essere singoli se costituiti da un solo tipo di tessuto oppure compositi quando sono costituiti da tessuti di diverso tipo.

L’innesto, quando è indicato come la terapia più adatta, è una tecnica chirurgica relativamente facile, ma non permette – in genere – di ottenere risultati estetici di alto livello: quanto più è spesso l’innesto utilizzato, tanto migliore sarà il risultato estetico, ma occorre tener presente che l’attaccamento è tanto più facile quanto più sottile è l’innesto che si preleva.

2) Lembi 

Sono porzioni di tessuto che mantengono una connessione – il cosiddetto “peduncolo” –  con l’area donatrice e sono successivamente trasferite in un’area ricevente limitrofa mediante movimenti di scorrimento del lembo in avanti, lateralmente o mediante rotazione. A differenza degli innesti, i lembi hanno una vascolarizzazione propria tramite il peduncolo che resta connesso con l’area donatrice.

I lembi possono essere di tipo singolo, cioè formati da un solo tipo di tessuto (per esempio, cutaneo, muscolare) oppure compositi, cioè formati da una combinazione di tessuti di diverso tipo (per esempio, muscolo-cutanei).

Diversamente dall’innesto, un lembo ha una funzione “attiva” in quanto dotato di un proprio sistema di vascolarizzazione, quindi è in grado di nutrirsi autonomamente: questa  particolarità consente di trasferire il lembo in un’area ricevente non vascolarizzata o nella quale la vascolarizzazione non è più presente a causa di una asportazione chirurgica (per esempio, una mastectomia).

La tecnica del lembo è chirurgicamente più complessa rispetto a quella dell’innesto, può essere utilizzata per risolvere situazioni di una certa gravità e, generalmente, consente un risultato estetico superiore a quello dell’innesto.

3)  Impianti

Gli impianti sono costituiti da materiali “alloplastici”, cioè non appartenenti a tessuti o organi del corpo: possono essere di origine non biologica, cioè artificiali, o biologici di sintesi, cioè biologicamente simili a quelli corporei ma prodotti al di fuori dell’organismo. Sono utilizzati per vari scopi, solitamente per riempire lacune o correggere deformità congenite o acquisite.

NB: Gli impianti più utilizzati in Chirurgia plastica sono le protesi mammarie, sia allo scopo di aumentare il volume del seno ipotrofico, sia per ricostruire il seno.

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